Uno strumento tecnico prezioso per definire il livello di prestazione energetica è la Diagnosi Energetica (DE). Essa, infatti, ha lo scopo di analizzare e “fotografare” il profilo di consumo energetico di un edificio/gruppo di edifici attraverso opportuni indicatori (es. kWh consumati/mq) funzionali ad individuare le possibili azioni di miglioramento.

Attualmente il riferimento normativo a livello nazionale è rappresentato dal D.lgs 102/2014 in cui viene data la seguente definizione di DE: “Procedura sistematica finalizzata ad ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati”. Il medesimo decreto definisce, inoltre, all’ALLEGATO 2 i requisiti minimi degli audit energetici di qualità:

  1. a) basarsi su dati operativi relativi al consumo di energia aggiornati, misurati e tracciabili e (per l’energia elettrica) sui profili di carico;
  2. b) comprendere un esame dettagliato del profilo di consumo energetico di edifici o di gruppi di edifici, di attività o impianti industriali, ivi compreso il trasporto;
  3. c) ove possibile, basarsi sull’analisi del costo del ciclo di vita, invece che su semplici periodi di ammortamento, in modo da tener conto dei risparmi a lungo termine, dei valori residuali degli investimenti a lungo termine e dei tassi di sconto;
  4. d) essere proporzionati e sufficientemente rappresentativi per consentire di tracciare un quadro fedele della prestazione energetica globale e di individuare in modo affidabile le opportunità di miglioramento più significative.

Allo stato attuale, per eseguire la DE di edifici, si deve fare riferimento alle seguenti norme: UNI CEI EN16247-1:2012“Diagnosi Energetiche -Parte1: Requisiti generali”, UNI CEI EN 16247-2:2014 “Diagnosi Energetiche-Parte2: Edifici”. Le fasi delineate dalla norma sono le seguenti:

  • Analisi preliminare, fase propedeutica alle vere e proprie attività di diagnosi, dove si definiscono il livello di approfondimento del lavoro e il risultato che si vuole ottenere, oltre all’ottenere informazioni sul tipo di dati e documenti già disponibili o che l’impresa è in grado di produrre.
    Per agevolare il corretto svolgimento di questa fase può essere opportuno nominare una figura interna all’organizzazione che dovrà rapportarsi con l’auditor che esegue la diagnosi. La figura nominata potrà richiedere preventivamente la lista dei dati necessari per la procedura di diagnosi e informare l’auditor di interventi di manutenzione o altre attività anomale che possano verificarsi durante la diagnosi energetica.
  • Raccolta dati, si raccolgono informazioni come: modalità di utilizzo dell’edificio, numero di dipendenti, planimetrie, turni di lavoro, giorni lavorativi annui, fonti energetiche utilizzate, i dati dei consumi energetici, consumi medi annuali, schede tecniche delle caldaie o di altri impianti, elaborati grafici e dati meteo e di irraggiamento. In questa fase l’incaricato ad interfacciarsi con l’auditor dovrebbe riportare qualsiasi informazione inerente all’utilizzo e al funzionamento della struttura oltre a fornire eventuali studi precedenti connessi all’energia e all’efficienza energetica.
  • Sopralluogo, vengono in questa fase visitati tutti i locali per rilevare le stratigrafie di pavimenti, muri, solai, tetti, pareti verso i locali freddi, serramenti e analizzare della tipologia dei telai, vetri e dei sistemi di schermatura dei serramenti, inoltre vengono fatte delle analisi relativamente agli ombreggiamenti, alle temperature e all’umidità. Vengono inoltre intervistati sia il management che i lavoratori per avere una visione più completa e chiara possibile del sito da analizzare.
    È buona norma assicurarsi della massima collaborazione dei lavoratori coinvolti nella ispezione e formulare insieme all’auditor idee preliminari per le opportunità di miglioramento dell’efficienza energetica.
  • Elaborazione dati: Raccolte tutte le informazioni necessarie l’auditor deve analizzare i dati raccolti al fine di determinare il livello di prestazione energetica dell’edificio e definire i risultati della diagnosi. Viene redatto un rapporto di diagnosi che contiene tutte le informazioni raccolte sia in termini quantitativi che qualitativi, ed in particolare, una sintesi delle diagnosi (abstract), una descrizione dei dati di contesto dell’impresa soggetta a diagnosi, l’analisi dei consumi energetici, l’inventario delle utenze, la lista degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica suggeriti ordinati secondo una graduatoria, e l’analisi analisi costi/benefici.
    È consigliato concordare con l’auditor gli indicatori di prestazione energetica più significativi tra quelli presenti per caratterizzare il sito preso in esame, discutere sui criteri per la messa in graduatoria degli interventi e sugli interventi migliorativi di tipo gestionale.
  • Incontro finale, L’auditor consegna il rapporto di diagnosi all’Ente e presenta i risultati della diagnosi in maniera da agevolare il processo decisionale dell’organizzazione. Si riportano i suggerimenti di intervento per l’ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia, come ad esempio interventi migliorativi di isolamento termico (isolamento tetto, cappotto esterno…), modifica dei sistemi di generazione dell’energia termica (posa pannelli solari termici, sostituzione caldaia esistente…), combinazione di soluzioni architettoniche ed impiantistiche. Per ogni intervento verranno riportate una breve indicazione del lavoro, una stima dei costi di realizzazione, l’analisi delle possibili agevolazioni e la stima del tempo di ritorno dell’investimento. È sempre bene verificare che i risultati della diagnosi siano conformi a quelli concordati nell’incontro di avvio e che gli interventi siano stati descritti in maniera esaustiva, in caso contrario, è possibile richiedere delle implementazioni.

Sulla base del processo di diagnosi sopra descritto appare evidente che una diagnosi di qualità ha come risultato l’individuazione di un elenco di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica funzionali a perseguire gli obiettivi di miglioramento energetico definiti dalla direzione aziendale. La fattibilità e la dimensione energetica di ciascun intervento deve poi essere definita mediante analisi costi/benefici basate su criteri e assunzioni tracciabili ed oggettive.

Ciascun intervento deve essere descritto tecnicamente in maniera esaustiva e analizzato sia in termini di costi (es. investimento necessario) e benefici (es. risparmi in bolletta), sia attraverso la determinazione di parametri economico-finanziari quali pay-back time, tasso interno di rendimento, valore attuale netto, ecc. che consentano al proprietario o al gestore dell’edificio di agevolare il processo decisionale e definirne la fattibilità e le priorità di intervento. Infatti, gli investimenti in ambito energetico, in particolare in ambito industriale, possono essere caratterizzati da valori di redditività piuttosto bassi ma da elevati valori di risparmio energetico o viceversa, ed è necessario che il soggetto decisore sia in grado di saper leggere ed interpretare i principali parametri di riferimento (tecnico, economici, finanziari) di un investimento in questo ambito. Si consiglia infine, di non trascurare nella valutazione e messa in graduatoria degli interventi l’impatto ambientale e sulla qualità dell’aria. A tal fine occorre richiedere all’auditor energetico di determinare oltre ai parametri energetico/economico anche alcuni parametri ambientali quali le riduzioni di gas ad effetto serra (es riduzioni di CO2 e/o CO2eq) e il target di riduzione dei principali inquinanti quali NOx e PM10.

Principali parametri di riferimento di un investimento in ambito energetico

 ¨ Risparmio energetico annuo associato all’intervento: rappresenta il risparmio di energia annuo associato all’intervento analizzato (es. kWh di energia elettrica risparmiati)

¨ Risparmio economico annuo: rappresenta il risparmio economico associato all’intervento analizzato tenuto conto sia del risparmio in bolletta che dei risparmi eventualmente ottenibili considerando altri aspetti (es. risparmi sulla manutenzione)

¨ Flusso di cassa: rappresenta la differenza tra tutte le entrate ed uscite monetarie di un progetto nel periodo temporale analizzato. Per un intervento energetico pertanto il flusso di cassa rappresenta il risparmio economico conseguente all’intervento

¨ Tempo di ritorno semplice di un investimento o pay back period (espresso in anni): esprime, in modo semplificato, la redditività dell’investimento. Individua, cioè, il numero di anni necessari per recuperare il capitale inizialmente investito ed è calcolato come rapporto tra l’importo dell’investimento (I0) e il flusso di cassa previsto (FC). Nel valutare la convenienza economica di un investimento è opportuno verificare che il tempo di ritorno di un intervento non superi la vita utile dello stesso

¨ Valore attuale netto (VAN): rappresenta il valore di una somma di flussi di cassa attualizzati al tempo zero a un tasso pari al costo opportunità del capitale finanziario. In pratica, il VAN rappresenta il profitto (se positivo o la perdita se negativo) complessivo per l’intera vita dell’intervento. Pertanto un VAN positivo indica che il rendimento futuro dell’investimento è superiore al costo del capitale investito, un VAN uguale a zero rende l’investimento neutro, un VAN negativo indica che il rendimento futuro dell’investimento è inferiore al costo del capitale investito

¨ Tasso interno di rendimento (TIR): rappresenta il tasso di attualizzazione per cui il VAN del progetto è pari a zero. In pratica esprime il rendimento implicito di un progetto d’investimento, ovvero il più alto tasso di interesse che un investitore può accettare di pagare senza incorrere in perdite. Un progetto sarà accettabile, in base a tale criterio, se il tasso di rendimento interno non sarà inferiore al tasso di riferimento predeterminato (ad esempio, quello di mercato).

Si consiglia infine, di non trascurare nella valutazione e messa in graduatoria degli interventi l’impatto ambientale e sulla qualità dell’aria. A tal fine occorre richiedere all’auditor energetico di determinare, oltre ai parametri energetico/economico, anche alcuni parametri ambientali quali le riduzioni di gas ad effetto serra (es riduzioni di CO2 e/o CO2eq) e il target di riduzione dei principali inquinanti quali NOx e PM10.

La DE è un processo di non facile attuazione, il quale richiede molte competenze tecniche sia teoriche che pratiche, la giusta strumentazione (ove necessario), esperienza acquisita sul campo e capacità di rapportarsi sia con il management che con il personale e con i. responsabili di manutenzione. A tal scopo, qualora nell’Ente non siano presenti figure professionali con tali competenze, è possibile affidarsi ad uno dei seguenti soggetti certificati da organismi terzi: Esperti in Gestione dell’Energia (certificati ai sensi della norma UNI CEI 11339), o Auditor energetici (UNI CEI EN 16247-5). Una ulteriore opzione è, invece quella di affidarsi ad ESCo certificate secondo la norma UNI CEI 11352, ovvero società che oltre ad effettuare la diagnosi energetica sono in grado di realizzare interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, assumendo su di sé il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente da ogni onere organizzativo e di investimento. Gli elenchi dei soggetti accreditati forniti da Accredia sono scaricabili sul sito dell’Enea (http://www.efficienzaenergetica.enea.it/per-le-imprese/diagnosi-energetiche/elenchi-soggetti-accreditati-d-gls-102-2014-art-12-comma-6 ).

Ad esclusione di richieste esplicite presenti in eventuali bandi o indicazioni legislative, non è necessario che Auditor, EGE, ESCo siano certificati per eseguire le DE. È sufficiente una certa esperienza e la conoscenza approfondita della materia e dei processi produttivi in oggetto.

Per maggiori informazioni consultare:

Linee guida ENEA_diagnosi energetiche edifici pubblici

Schede rilievo edifici/format rapporto di diagnosi